Perchè sono qua.

Mi è capitato qualche mese fa di leggere un articolo di Munchies Italia (la Piattaforma Food di Vice Italia, potete trovare l'articolo qui) che parlava di uno chef che ammetteva di essere affetto da una dipendenza dal sesso causata da questo magnifico e allo stesso tempo maledetto lavoro.


Superficialmente questa "dipendenza" può sembrare una bazzecola.


Beh, sappiate che è tutt'altro che una sciocchezza. Il concetto stesso di dipendenza lo definisce quale patologia. Ma esattamente di cosa tratta questo post?


Nella ristorazione, "Ci vuole un fisico bestiale".


Non è nella top 9 dei lavori più stressanti 2018 (la lista completa della CBS.News) ma sono più che sicuro che turni devastanti, nessuna concezione del passare del tempo a causa delle festività passate a lavorare (stile astronauti in missione per qualche mondo lontano), ambienti umidi, caldi e al limite del vivibile, Pazienza ferrea da monaco Shaolin (che ogni giorno ti chiedi perché non ci sia una versione dell'esercito cinese di terracotta per la tua brigata di cucina/sala) e la faccio breve perché potrei continuare per molto ancora non sono certo la panacea per il tuo equilibrio Corpo/Mente.


Come salvare la pellaccia? come non diventare un vecchio Maître/Chef che arranca di acciacchi trascinandosi stile "Alba dei morti viventi" ingurgitando Gaviscon® e Vodka?


Dopo svariate "Stagioni" e centinaia di chiacchierate con colleghi ho tratto le mie conclusioni concentrando il tutto in qualche dritta (con alcune miei personali letture consigliate) per garantirsi almeno una decente vecchiaia:

"Mens sana in corpore sano" ("una mente sana in un corpo sano")

- Giovenale

Fisico


Proprio come la canzone di Carboni "... per resistere agli urti della vita..." una attenzione al proprio corpo è necessaria per reggere la quantità di imprevisti, stress, giornate passate in piedi e a trasportare pesi.

Vi sembra ridicolo allenarsi per lavorare decentemente? Sappiate che il "core" (tradotto "nucleo" in italiano in fitness significa all'incirca "centro di gravità" (e non è per niente permanente, anzi) trattasi di schiena, addominali e fianchi) è fondamentale non solo per una corretta postura ma anche per una resistenza intrinseca che questo lavoro richiede.

Imparate da subito a sollevare i pesi in maniera corretta (anche se sembra ridicola per i colleghi) e riderà bene chi necessiterà del bastone tripode per ultimo.


I nostri ritmi lavorativi (orari e turnistica rilasciata mezz'ora prima della prossima settimana e similia) poco si conciliano con gli orari di apertura di palestre e corsi se non vivete in una grande città con almeno una palestra 24h, ma questa non è una scusa sufficiente per smettere di combattere l'entropia vi sfianca le giornate: darebee.com è un ricettacolo di workouts/programs a corpo libero e non su vari livelli completamente gratuito che può essere una ottima alternativa alle classiche palestre (ovviamente accertatevi di non esagerare e di farvi seguire da un medico/persona competente qualora voi aveste qualche problema di salute). Concentratevi sul "Core" (che non è la passione nella vita partenopena anche se a volte servirebbe anche quella), spalle, schiena, gambe ed ammazzatevi di squats, planks, flessioni e addominali qualche volta a settimana (io dedico più o meno 3 giorni a settimana). Il risultato lo vedrete nel tempo.

Nutrizione


Mangiare schifezze, sbocconcellare durante tutto il servizio, appagamento rapido e rilascio di endorfine da abbuffate di carboidrati. Hospitality. Lavoriamo col cibo, conosciamo aspetti, combinazioni gusti e quant'altro ma "pecchiamo" nel tempo libero (predicando bene e razzolando malissimo).


Le scuse classiche?


"Passo tutta la giornata a cucinare e dovrei mettermi ai fornelli persino a casa? Sei pazzo?".


"E' avanzato da lavoro, ci bevo su due birre e la cena è fatta" .


Certo, e l'alimentazione va a farsi benedire.


Non dovete diventare vegani di 3° livello (non mangiare tutto ciò che proietta ombra, Simpson docet)obbligatoriamente, dovete cercare di essere semplicemente coscienti di ciò che mangiate ed ingurgitate, vi accorgerete dell'enorme quantità di cibo spazzatura e di calorie inutili che buttate giù quasi senza accorgervene.

Vi consiglio le dritte alimentari di projectinvictus.it ed il loro splendido e complesso libro "Project Nutrition" (su amazon qui) di Andrea Biasci, ricettacolo di informazioni che non devono necessariamente essere applicate solo da bodybuilder ma che a mio parere dovrebbero essere una conoscenza basilare di tutti data la nostra "abitudine" a mangiare da quando siamo nati... giusto? Lo step successivo sarebbe darsi ai "superfood" per sviluppare un fisico da "premier Immortale" (di questo scriverò nella rubrica WTF), fatto sta che di base le "regolette" son sempre le stesse: Mangia Variegato, non mangiare "a libidum" (cioè fino a sentirti estremamente satollo), evita cibo raffinato e già pronto, cucina per la persona che dovresti amare di più al mondo: te stesso.


Sonno


Dormiamo male, dormiamo poco. E non solo noi ristoratori: L'università di Harvard ha condotto alcune ricerche sull'effetto della privazione del sonno a cui la società va in contro da svariati decenni a questa parte (grazie rivoluzione industriale e grazie Edison per la lampadina) e dato che il nostro attuale mondo è per lo più illuminato a giorno 24h maturiamo debito su debito di sonno (che poi di un vero debito non si tratta) che sublima in calo di attenzione (pericolosissimo in cucina) e mancanza di energie per affrontare una normale vita al di fuori del lavoro (perché mica vivete soltanto per lavorare, giusto?).

Richard Wiseman è uno psicologo britannico da sempre interessato agli aspetti fondamentali ma non per questo meno importanti della vita dell'essere umano ed ha scritto uno splendido libro (anche questo su amazon) su come identificare il proprio "stile dormiente", settarlo nel modo migliore e guadagnarne a vita. Si chiama "Il potere del sonno: Dalle nuove frontiere della scienza tutti i segreti per dormire meglio e rivoluzionare la vita notte dopo notte". Come l'alimentazione dormire è una azione che in pratica facciamo da prima di nascere... ti sei mai chiesto se sai dormire? (un piccolo estratto su Macrolibrarsi.it)


Quiete


"Meditazione? quelle cavolate hippie/new age? io sono un tipo duro, ste caxxate non le faccio!!!"

- Cit. tutti dopo aver visto che sbraitare e sembrare Gordon Ramsay in cucina fa cuccare un sacco.


Invece quello di praticare uno stile di vita Mindfulness (una recente interpretazione della millenaria pratica zen di "vivere il momento") non può che giovare alle vostre coronarie. Cito brevemente Wikipedia:


"Per mindfulness si intende un’attitudine che si coltiva attraverso una pratica di meditazione sviluppata a partire dai precetti del buddhismo (ma scevra dalla componente religiosa) e volta a portare l'attenzione del soggetto in maniera non giudicante verso il momento presente. Diversi protocolli di trattamento psicologico basati su tale tecnica meditativa sono stati sviluppati e validati in ambito clinico, dove hanno mostrato benefici significativi per il trattamento di diverse patologie psicologiche e anche il miglioramento di molti parametri ematici, ad esempio quelli legati a patologie infiammatorie; significativi miglioramenti nella percezione di benessere fisico e mentale, creatività, parametri ematici sono stati dimostrati anche in soggetti sani che praticano la tecnica."

e qui spunterà praticamente la classica domanda:

"Ma io non ho il tempo materiale per andare al bagno (per essere fine), figuriamoci se mi metto a meditare."

Beh mio caro, sappi che si può meditare anche lavorando.
Ma secondo te chi trebbiava il grano a mano nel medioevo tibetano, gli alieni? Ed ovvio che invece di passare minuti (e ore) a fissare una candela abbiano trovato un modo per meditare anche mentre lavoravano.
Questa tecnica si chiama Working Meditation (su wakeup.org e su mindful.org).

La tecnica è semplice ma l'applicazione necessita di pratica ed i benefici che se ne traggono sono indiretti (quindi niente "ma quand'è che funziona?", intesi?):

Il Classico Zen si basa sul fissare la fiamma di una candela seduti in una posizione comoda ma che non provochi sopore; ci si concentra sulla fiamma fino a perdere il filo dei propri pensieri; quando ci accorgiamo che la nostra mente comincia a vagare sui problemi di tutti i giorni, ci ri-focalizziamo sulla fiamma. Semplice (si, certo).

La "meditazione a lavoro" funziona esattamente nella stessa maniera, solo che ci concentriamo del tutto sulla nostra azione e la "assaporiamo" al massimo delle nostre possibilità con tutti i sensi a nostra disposizione. Eminenti Chef giapponesi hanno ammesso la pratica di questa tecnica (come il tre stelle Michelin Sukiyabashi Jiro di cui potete vedere il documentario su Netflix) ed oltre alle innumerevoli effetti su se stessi, bisogna dire che focalizzarsi in questa magnifica maniera al proprio lavoro non può che incrementare la qualità del vostro operato (pensateci la prossima volta che avrete da tagliare centinaia di carote per una cruditè per 200 persone).
Prendiamo il taglio di un pomodoro per una "caprese": Godetevi al tatto il manico del coltello che affonda nel rosso del frutto,le gocce fredde di succo sulle dita, i muscoli delle braccia e delle spalle che si flettono per permettervi di togliere il picciolo verde. Una completa esperienza che dovreste gustare a pieno. La mozzarella che riempe i vostri occhi in una armonica accoppiata col basilico; Il suo pungente odore di mediterraneo.

Concentratevi sul momento. Vedrete la differenza.

Vizi


Alcol e droghe. Il passatempo preferito nella ristorazione.

Ho avuto ed ho innumerevoli colleghi che sono affetti dalle più svariate dipendenze (purtroppo) e nella alta ristorazione gli esempi decadenti di eccessi (con epiloghi tragici) sono molto più comuni di quanto si creda. I vizi rendono instabile ciò che di per sé necessita di una doverosa dose di forza di volontà per essere stabile (tipo la natura stessa dell'essere umano, per esempio) quindi perché complicare le cose?


Gente che non dorme senza "lo spinello della buonanotte"® ed altra che si infarina per reggere 16 ore di matrimonio sotto il sole cocente. Triste ma vero.


Non so come curare una dipendenza (e non è mio compito, non ho una laurea in Psicologia) ma informarsi è una ottimo modo per evitare di cadere nella spirale e soprattutto analizzare la cinetica di alcune sostanze sul nostro corpo (Dronet.org).

Per combattere le cattive abitudini bisogna conoscere come si comportano e cosa innescano nella nostra mente e "La dittatura delle abitudini" (su amazon qui) di Charles Duhigg è una eccellente lettura su come in realtà basterebbe "Hackerare" le nostre abitudini (dato che non è possibile cancellarle del tutto) trasformandole in qualcosa di meno negativo (o magari positivo).

Simile ma a più ampio spettro mi sento di consigliare un libro regalatomi da una grande amica di nome "Piantala di essere te stesso" (su macrolibrarsi.it) di Gianfranco D'amico, Coach siciliano che esplica in maniera semplice e mai pedante come poter "riscrivere" alcune percezioni emotive e trasformarle da un peso ad una risorsa.


 Cibo per la mente

Leggete. Narrativa (gastronomica e non che sia) , Umanistica. Immedesimarsi in altre storie alleggerisce il fardello del tran tran lavorativo di tutti i giorni. Ciò che veramente ti invecchia è la routine. Confida sull'effetto Serendipity: le migliori scoperte avvengono quando meno te lo aspetti, dai canali meno probabili.


Buona lettura e a risentirci tra una settimana,


Aldo "Ostevagabondo"

(e come dice una grande amica di Leganerd, #spammateamotore!)

Perchè sono qua.

Perchè sono qua? Questa domanda continuo a pormela continuamente.

La risposta? sempre la stessa:

perché stai diventando vecchio,caro.

Sapete cos'è il Working Holiday Visa (Visto Vacanze/Lavoro)? si che lo sapete.*

è una scusa.

mi spiego meglio:

C'è chi la usa per guarire una delusione d'amore. C'è chi per cercar fortuna. Chi ha la testa fottuta dai vari travel blogger su instagram. Chi ha letto (anzi peggio, visto) "Into the Wild" ed ha deciso di "Trampare" il mondo. Chi ha avuto una offerta di lavoro che"non poteva rifiutare" e si è ritrovato a fare "La gavetta 2.0". Chi ha un passaporto talmente ridicolo che quello di Topolinia almeno ti permette in alcune puntate crossover di andare a paperopoli mentre il loro no. Chi ha una famiglia corrosiva ed amici pessimi e vuole allontanarcisi. Chi viene da qualche Stato che non si cura minimamente del benessere dei propri cittadini, bensì li vede tuttalpiù come sudditi (se va bene).

C'è chi un po tutte queste qui.

Fattostà che il WHV (lo abbreviamo, và) sembra per ogni millennials la soluzione a tutti i problemi personali. E non solo.

Qui sei solo un Crosser.

L'ancestrale tendenza umana nel classificare e sintetizzare tutto riesci a palparla quasi fosse tangibile. Caste. come in India.

Se sei un crosser è pericoloso esserti amico, tanto andrai via. E gli unici che ti fileranno sono altri crosser. O opportunisti vari che in te non vedono una persona reale ma una simpatica persona "a scadenza". Manco fossi un cartone di latte.

Qui le aziende ci campano, di Crosser. Training? chi se ne frega, tanto andrai via. Ci pensa il tuo visto a toglierti dai maroni. Team forte di anni di lavoro insieme? macché, efficace (si fa per dire) e rodato in 3 giorni. E se non lo sei fa niente,ti troveremo un lavoro che ti faccia venire voglia di dare le dimissioni prima di subito.

"Si, Certo Aldo. ti lamenti tanto e intanto sei lì... bell'ipocrita."

Oh, mettere in discussione il proprio ambiente è il primo passo per migliorarlo... e migliorarti.

e come dice una fonte autorevolissima come Jack Sparrow:

"Il problema non è il problema. Il problema è la tua attitudine al problema."

Dipende tutto da come affronti la tua malinconia. Perchè se c'è un vero male che corrode il viaggiatore, quello è la malinconia. Il non avere la persona che si vuole al proprio fianco perché "chi viaggia da solo va più lontano" o semplicemente (tornando al mio topic) perchè stai diventando vecchio per queste "opportunità".

Perché Il WHV ha una età massima, oltre la quale non puoi più sfruttarlo. devi sbrigarti, la società ti vuole indietro scattante, produttivo e stabile per i trentanni.

ecco perché sono qui, perché non voglio sprecare le opportunità, anche a costo di "bruciare qualche ponte" nel tragitto. Anche a costo di convivere con la malinconia, correndo lungo ed in largo da bravo Crosser.

I mesi scorrono inesorabili, e nelle vostre vite sei mesi sembrano una eternità, cari Millennials.

Vi è cosi facile copia/incollare sentimenti, i viaggi, le esperienze. Una vera e propria pirateria emotiva, dove il proprio io non è nient'altro che un buffo collage di roba trovata online. Come Blob (per i più old) o come gli youtubePoop (per i più young).

Io non sto costruendo qualcosa Fuori, ma qualcosa dentro.

Non sono alla ricerca di me stesso (bella favoletta che molti viaggiatori prendono per vera, mentre con i loro backpack nuovi di zecca passano da un ostello all'altro collezionando herpes, bed bugs e salari minimi), sto solo ammirando questa immensa odiosa e meravigliosa zolla di terra chiamato Mondo approfittando di ogni lodevole occasione (come il WHV) che si presenta, senza minimamente curarmi del "motivo" per la quale queste iniziative sono state create:

il WHV è un pacchetto "libertà per un anno, poi torna a lavoro". Per me non è così.


(o almeno credo.)


A.


*(e se non lo sapete, è un visto che ad un modico costo ti da la possibilità di soggiornare e lavorare per un arco di tempo di un anno o giù di lì, cambia da stato a stato)





The problem

Mi sono bloccato.

Catapultato in questo nuovo mondo ho perso la linea del blog/discorso. Questo non vuol dire che abbia smesso di ricercare:

piuttosto mi sento come un ragazzino che dopo una intera giornata in spiaggia a raccogliere conchiglie tocca ovviamente pulire tutto per bene dalla sabbia. rifinire. curare.

Questa nuova piattaforma mi intimorisce un pò, lo ammetto. Mi passerà.

Vi chiederete:" Si vabbè, ma le ricette? il cibo? il viaggio? guarda che se vuoi scrivere i cxxxi tuoi puoi tranquillamente comprare un diario e magari da brava teenager attaccarci gli stencil delle Bratz e riempirlo di brillantini".

come darvi torto? Vi capisco. E in parte vi do anche ragione.

Solo che il tutto non è ancora iniziato.

Il sito è online ma io sono offline. Ma ancora per poco.

A presto

Aldo “Ostevagabondo”